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ARGOMENTO: STILE - "DOCENTE" MARCO dei REBORN IN MARCH





Sono le 10,30 di Sabato 22 ottobre e sono piuttosto impaziente di entrare in un locale di Milano (zona Martesana) nel quale dopo mesi e mesi potrò finalmente ascoltate della musica live.


Sono impaziente che il concerto cominci anche perché il gruppo che suona sono i Reborn in March.

Marco Scaravilli è il front man e per la prima volta lo vedrò sul palco da cantante anziché da project partner di MERAVISTA.


Ho già ascoltato diverse volte i pezzi dei Reborn in March perciò a livello musicale so cosa aspettarmi.

Quello che invece non so è come sarà Marco sul palco.

Conoscendolo mi sono fatto un’idea e sono proprio curioso di vedere se Marco mi smentirà o se quello che vedrò sarà pertinente a quello che ho immaginato.


Il concerto inizia e l’atmosfera creata dai pezzi dei Reborn in March è avvolgente.

Adoro i brani che alternano carezze sul viso a pugni nello stomaco e il mood del live esalta ancora di più questa caratteristica.


Marco veste un outfit dall’impronta gotica che valorizza il suo stile senza snaturarlo e che lo rende misterioso quanto basta e pertinente al genere musicale che fa con il suo gruppo.

Quando arrivano parti del brano dove il ritmo è più “lento” Marco rimane fermo davanti al microfono muovendo solo le braccia in maniera quasi ipnotica. Quando invece il ritmo diventa incalzante, con il mood elegante che lo distingue, si sposta avanti e indietro per il palco “incitando” sia il pubblico che gli altri membri della band.

L’intenzione che mette sul palco conferisce alla sua performance una intensità ed una autenticità che mi conquistano; a tal punto che ho l’impressione che il concerto sia durato poco quando invece non è così.


Grande Marco!

Mi sei proprio piaciuto ed è chiaro che sei il valore aggiunto dei Reborn in March.

E sei il valore aggiunto non solo perché hai una super voce, ma perché anche grazie al tuo stile hai fortemente connotato il tuo progetto musicale rendendolo unico e elevando la tua musica ad un livello superiore.



Ovviamente non ti ho raccontato tutto questo per fare i complimenti a Marco (anche perché gli ho già detto queste cose di persona).

L’ho fatto perché quello che ho visto fare a Marco mi ha fatto capire ancora una volta quanto sia dannatamente indispensabile lavorare sul proprio stile.


Marco è il front man di un progetto musicale e con il suo stile deve connotare non solo se stesso, ma l’intero progetto.

Il suo stile deve conferire valore e unicità sia a lui che al progetto.

Tu, a prescindere da chi sei e cosa fai, con il tuo stile devi connotare non solo te stesso, ma anche i tuoi progetti.

Il tuo stile deve conferire valore e unicità sia a te che ai tuoi progetti.



Se Rifletti su questa similitudine ci sono davvero tante domande che ti puoi fare.

Tipo:


Il mio stile è una espressione di come interpreto la mia professione?

A questa domanda io ho risposto così:

si, ma c’è un dettaglio del mio modo di apparire che voglio migliorare; quando taglio voglio poter mettere i ferri del mestiere in un porta forbici molto più particolare di quello che ho adesso e che conferisca al mio stile una dose ulteriore di unicità.

Inoltre voglio un nuovo rasoio di colore nero opaco. Quello bianco non mi rappresenta al cento per cento.


Cosa posso fare per far sì che il mio stile aggiunga valore al mio progetto professionale?

L’analisi che ho fatto grazie a questa domanda mi ha spinto a investire tempo nella formazione, che farò personalmente, di una ragazza molto promettente (18 anni) che lavora con me da ormai 10 mesi.

La settimana prossima comincerò insieme a lei delle sessioni formative one to one sulla comunicazione efficace (parte essenziale dello stile) in modo che passo dopo passo anche il suo modo di comunicare dia valore al mio progetto.

Cosa posso fare per creare una sinergia sempre più forte tra il mio stile e quello del mio progetto professionale?

La risposta a questa domanda mi ha fatto fare delle nuove aggiunte musicali alla playlist che faccio girare in salone quotidianamente.

Inoltre ho cominciato a sviluppare un nuovo progetto che abbina stile e musica e che concretizzerò quando questo periodo del cazzus finirà.

Come vedi quello che ti ho raccontato può farti riflettere da una prospettiva “diversa”.

Una prospettiva che ti permette di fare una serie di valutazioni.

Valutazioni che a prescindere da qual'è la tua situazione ti possono portare a capire cosa puoi fare per far sì che il tuo stile dia valore sia a te che al tuo progetto professionale.

Le valutazione che io ho fatto mi hanno portato ad intraprendere un percorso che porterà me è il mio progetto ad un livello superiore.

Chissà qual'è stato il percorso che ha portato Marco ad avere uno stile che da valore sia a se stesso che al suo progetto.

Chissà cosa ha fatto per riuscire a conferire alla sua performance sul palco quell’unicità che tanto mi ha colpito.

Non lo so!

Quello che so è che vivere il concerto dei Reborn in March mi ha fatto immaginare di essere il front man di un gruppo che si esibisce su un palco di 90 metri quadrati situato a Monza.

Un front man che quotidianamente ha il dovere di fare un grande concerto per i suoi spettatori (clienti).

Un fronte man che con il suo stile unico e inconfondibile da valore a se stesso, al progetto e alle persone che ne fanno parte (la sua band).

BABBA BIA l’immaginazione.

Che spettacolo è!

Auspico che il mio trip mentale possa aiutarti a elaborare le tue migliori domande. Le migliori domande che questo post ti ha ispirato.

Io mi sono fatto le mie e come hai potuto leggere, le risposte che mi sono dato mi hanno permesso di passare all’azione.

Adesso tocca a te!

Quando ho iniziato questo post nella mia testa avevo già deciso come lo avrei chiuso.

Durante la scrittura ho provato a pensare a qualche alternativa di chiusura altrettanto valida, ma poi ho capito che questo post può finire solo ed esclusivamente con un granitico, monumentale ed esplosivo...

LET’S ROCK

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