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IL RISULTATO È UNA TUA RESPONSABILITÀ (E DEL TUO STILE).




Un paio di settimane fa o giù di lì sono andato a girare con una pit bike in pista.

Per la precisione a Castelletto di Branduzzo.

Pista piccola ma piuttosto tecnica e molto divertente.

L’ideale per assaporare la sensazione del ginocchio che sfrega sui cordoli e l’adrenalina di qualche duello carena contro carena, anche se non sei un fenomeno delle due ruote come il sottoscritto.

Quando vai a girare in una pista piccola come quella di Castelletto ti viene assegnata una “piazzola” nella quale sostare tra un turno e l’altro.

Io di turni ne ho fatti tre da venti minuti ciascuno e nell’ora di pausa tra un turno e l’altro bivaccavo su una seggiola che avevo a disposizione nella mia piazzola.


Appena arrivato in pista mi sono accorto che nella piazzola di fianco alla mia c’era Alberto Naska.


Alberto Naska è uno youtuber molto famoso nel mondo dei motori.

Alcuni dei suoi video hanno fatto più di due milioni di visualizzazioni.

Va da se che nel momento in cui si trova in un luogo come una pista per moto, venga riconosciuto dalla maggior parte delle persone presenti e che molte delle persone che lo riconoscono gli chiedano di fare una foto.

Nei momenti in cui bivaccavo sulla mia seggiola, ho osservato con attenzione COME le persone si approcciavano a lui per chiedergli di fare una foto.

Quello a cui ho assistito mi ha fatto comprendere ancora di più quanto il modo di comunicare faccia tutta la differenza del mondo e sia una parte fondamentale dello stile.


Ho visto almeno una ventina di persone chiedergli una foto e l’approccio, nella maggior parte dei casi, era più o meno questo:


“Oh Naska. Facciamo una foto?”

In alcuni casi ho addirittura visto qualcuno che non ha avuto nemmeno l’educazione di aspettare il momento giusto.

Della serie che Naska stava parlando con i suoi meccanici e:


“Oh Naska. Facciamo una foto?”


Mamma mia quanti calci nel culo che tirerei a certa gente!

Alberto è sempre stato gentile.

Alcune volte si è reso disponibile, ma era palese che il suo entusiasmo era lo stesso di un metallaro ad un concerto di Gigi D’Alessio.

Altre volte invece ha spiegato che stava parlando con i suoi meccanici e che non si poteva interrompere.

Ad un certo punto, verso la fine del pomeriggio, è arrivato un tizio che avrà avuto più o meno la mia età.

Si è avvicinato alla piazzola di Alberto, ha aspettato il momento migliore e poi:


“Ciao Alberto. Sono Marvin.

Mi dispiace disturbarti, ma ti voglio ringraziare.”


Vi garantisco che solo grazie a queste parole Alberto è andato verso il ragazzo in questione con un atteggiamento decisamente diverso da quello che aveva riservato al branco di bifolchi del “Oh Naska”.

Quando Alberto ha chiesto al ragazzo perché lo stesse ringraziando, il ragazzo ha continuato così:

“I tuoi video sono uno spettacolo e per me sono stati una incredibile fonte di ispirazione. Se oggi sono qui in pista a divertirmi con la mia moto lo devo anche a te.”

Ho visto questa scena molto da vicino e ti posso garantire che anche se non era possibile vedere il sorriso di Alberto causa mascherina, Alberto stava sorridendo.

Dai suoi occhi si capiva che le parole di quel ragazzo lo avevano colpito.

Aspetta che adesso viene il bello...

Dopo un altro paio di minuti di chiacchiere sento Alberto che chiede al ragazzo:


“Ti va se facciamo una foto insieme?"

Capito?

È stato Alberto che ha chiesto al tizio (Marvin) se voleva fare una foto.

Ovviamente Marvin non aspettava altro anche perché molto probabilmente si era avvicinato ad Albero anche per quello.

Dopo la foto i due sono andati avanti a chiacchierare e Alberto lo ha anche invitato a vedere la sua moto da vicino rispondendo alle curiosità tecniche in merito al mezzo.

Sono stra convinto che se uno dei bifolchi del “oh Naska” avesse visto questa scena avrebbe pensato che Alberto se la tira.

Che solo con alcuni si mostra disponibile. Che è diventato famoso per merito di chi guarda i suoi video e poi sembra quasi che ti faccia un favore se gli chiedi di fare una foto con lui.

Ragionare in questo modo equivale a fare una sorta di scarico di responsabilità.

Credere che la responsabilità di un atteggiamento (in questo caso quello di Alberto che non si mostra entusiasmo davanti alla richiesta di una foto) sia colpa solo dell’altra persona è estremamente controproducente.

Soprattutto se il modo di comunicare adottato è quello di un muflone muschiato (oh Naska. Facciamo una foto?).

IL MODO DI COMUNICARE

Come comunichi definisce il tuo stile è influenza incredibilmente il risultato che ottieni.

Quello che ti ho appena raccontato lo dimostra!

Marvin ha comunicato in un certo modo e grazie al modo nel quale ha comunicato ha ottenuto un risultato decisamente diverso da quello ottenuto dai bifolchi.

Detto tutto questo quello che ti invito a fare è riflettere.

Riflettere sul modo nel quale comunichi.

Ok Ale!

Ma in quale occasione?

In quale contesto?

IN TUTTI!

Il modo nel quale scegli di comunicare fa la differenza sempre.

In qualunque occasione, in qualsiasi contesto.

Ti faccio un esempio.

Un esempio forse “banale”, ma che ti fa ulteriormente capire il motivo per cui il risultato è una tua responsabilità e passa soprattutto per il modo nel quale comunichi.

Finisci un taglio ad una cliente alla quale subito dopo una tua collega dovrà schiarire i capelli.

Opzione 1:

“Molto bene.

Il taglio è finito.

Adesso arriva una mia collega per il colore”

Opzione 2:

“Molto bene Marta.

Il taglio è terminato, ma avrò modo di dargli una controllata a fine asciugatura per capire se c’è bisogno di sfoltire ulteriormente il ciuffo.

Lei è Lory e ti seguirà per quanto riguarda la colorazione.

Per Lory le schiariture non hanno segreti e quindi sei in ottime mani.

Adesso vi farete una bella chiacchierata per capire la tecnica e la nuance che meglio valorizzerà la tua immagine.

A questo proposito Lory, tieni presente che la parte più importate del taglio è il ciuffo.

Perciò se con il colore doveste decidere di enfatizzare una parte del taglio più di un’altra, secondo me quella parte deve essere proprio il ciuffo.

Buon lavoro.”

Come si evince da questo esempio “banale”, la differenza tra le due opzioni è abissale ed è una differenza che si riflette proprio sul risultato.

L’opzione 2 conferisce più autorevolezza sia a te, che ha chi eseguirà la colorazione.

Chi eseguirà la colorazione si sentirà più apprezzato e di conseguenza motivato.

La cliente in questione sentirà di essere in buone mani e questo le farà vivere un’esperienza migliore in salone.

A prescindere dal lavoro che fai quest’ultimo esempio, che mi riguarda molto da vicino, può farti riflettere molto.

I risultati che ottieni passano anche per il modo nel quale comunichi che, come abbiamo visto, è in grado di fare una enorme differenza.

Un risultato del quale devi sentirti responsabile.

DIPENDE DA TE.

Esattamente come è dipeso dai bifolchi che l’entusiasmo di Alberto sia finito sotto le scarpe.

Esattamente come è dipeso da Marvin essere riuscito a catalizzare l’attenzione di Alberto.

IL RISULTATO È UNA TUA RESPONSABILITÀ!

DIPENDE DA TE E DAL MODO NEL QUALE COMUNICHI.

MODO NEL QUALE COMUNICHI CHE È UN ASPETTO DEL TUO STILE.

Riflettici... non fare il muflone muschiato.

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